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La Manifattura di Doccia – La storia

stampaMassima espansione

Dopo l'acquisto dell'azienda da parte del gruppo Richard lo sviluppo industriale venne ancora accentuata per rispondere al gusto ed alle esigenze di una classe borghese in espansione.

Negli anni '20 l'architetto Gio Ponti progettò linee molto innovative che sarebbero diventate un punto di riferimento per l'intero settore dell'artigianato artistico.

Negli anni '30 un allievo di Ponti, Giovanni Gariboldi continuò a collaborare con la manifattura introducendo il linguaggio del movimento razionalista basato sull'essenzialità della struttura e sull'efficienza funzionale degli oggetti. Nel 1930, i forni in attività erano 40 e gli addetti erano più di 2000.

La realtà produttiva legata alla Manifattura diventa un elemento centrale dello sviluppo e della trasformazione.

La storia della Manifattura è infatti profondamente radicata nelle memorie collettive di un territorio che prima dell'insediamento della "Fabbrica", come la chiamano molti "memorialisti" locali, era un insieme di borghi agricoli. Sesto, nei primi anni del Novecento, contrariamente a molti centri dell'area fiorentina, è una cittadina con più di diecimila abitanti con una base produttiva sufficientemente articolata e con una rete di associazioni già legate a modelli di vita urbana.